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Come sta cambiando la Sardegna dopo le ultime elezioni

Messaggio di errore

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I risultati delle elezioni amministrative che hanno interessato 64 comuni sardi sono state riportati in modo sommario e discutibile dall'informazione ufficiale. Per contribuire alla diffusione di opinioni ed interpretazioni della nuova realta' politica sarda, in questo caso il website di ProgReS Disterru riprende l'analisi del voto offerta dal presidente Omar Onnis. Non sempre infatti e' facile per i sardi nel mondo capire appieno come e quanto la situazione stia cambiando, soprattutto perche' le fonti ufficiali falliscono (per pigrizia, incompetenza e persino malafede) di identificare appieno i soggetti del cambiamento e le loro qualita'.

 

Cos’è successo in Sardegna tra domenica e lunedì

Di Omar Onnis,  Presidente di ProgReS

 

Mentre i mass media sardi si attardano a sviscerare i risultati elettorali applicando le solite, trite cornici concettuali italiane, veicolando conclusioni parziali e tendenziose, il voto amministrativo appena concluso ha sancito un risultato importante che pochi segnalano in tutta la sua portata. Come indipendentisti potremmo banalmente attribuirci una grande affermazione e fare il solito discorso di parte, ascrivendoci meriti e risultati anche laddove non li abbiamo avuti. È così che fa la classe politica “vera” in fondo.

 

Ma noi vogliamo essere più veri del vero e affermare con la massima lucidità cos’è successo tra domenica e lunedì nell’elettorato sardo. Ebbene è successo che si è manifestata una rottura politica importante, sono saltati degli schemi, è emersa una nuova possibilità. In tanti comuni sardi sono stati eletti degli indipendentisti, a volte come sindaci, altre volte nei consigli comunali. Ma questo è solo il dato più vistoso, forse più superficiale. Quello che conta realmente è che si è imposto un nuovo paradigma politico: l’assunzione delle proprie responsabilità da parte di tanti cittadini in decine di comuni sardi.

 

Il fatto che ci siano alcuni nuovi sindaci e che ci siano tanti nuovi consiglieri comunali indipendentisti segnala semplicemente che i sardi stanno cominciando a riappropriarsi di se stessi. Non ne facciamo dunque un discorso di schieramento, tanto meno un discorso di partito. Questo approccio non ci interessava già da prima, ossia da quando avevamo deciso di lasciar perdere gli interessi e le ambizioni di parte per coltivare interessi e ambizioni che andassero al di là dell’iscrizione a ProgReS. Da qui la scelta di partecipare alle liste civiche, laddove intravvedevamo principi e obiettivi in linea con quelli da noi professati Come cittadini sardi, non come militanti di partito.

 

Ciò che esce sconfitto, in larga misura, da questo voto amministrativo è la pretesa dei potentati clientelari e degli apparati dei partiti maggiori di dettare legge sempre e comunque. Non dappertutto sono stati ridimensionati, è vero. La strada da fare è ancora tanta. Ma un segnale c’è stato ed è un segnale di consapevolezza, di inizio di un percorso virtuoso, che predilige l’interesse generale al tornaconto di pochi, i beni comuni agli affari e alle speculazioni, l’indipendenza da centri di potere e di interesse consolidati (quasi sempre esterni al nostro tessuto sociale e culturale) al facile carrierismo che vede i nostri comuni solo come un trampolino di lancio verso privilegi più grandi.

 

Per questo ci sentiamo di fare gli auguri e i complimenti ai nostri candidati in tutti i comuni in cui si siano cimentati, anche dove non siano riusciti ad ottenere il risultato sperato. Ma ci sentiamo anche di fare gli auguri e i complimenti a tutti i candidati indipendenti e indipendentisti che abbiano portato il loro entusiasmo e la loro pulizia politica ed etica nei loro territori, tra la nostra gente. A Lanusei, a Oniferi, a Terralba, a Bauladu e anche a Oristano, Sant’Antioco, Serramanna e in tutti i paesi e le città nei cui consigli comunali sarà possibile sentire voci libere e oneste, competenti e legate alla propria terra.

 

Da qui parte il nostro riscatto storico. Da qui si potrà attingere nel tempo a venire per costruire quel tessuto di relazioni, di coscienza civica e di buone prassi su cui si fonderà la nostra libertà. La Repubblica di Sardegna è già nata.

 

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Commenti

i sottili modi di dsnrrimiiace o far pesare la scelta, ci sono ancora. Ben celati, certo. Ma ci sono.D'altronde finche9 c'e8 gente che, pur non credente, decide di avvalersi mugugnando per 1. non far pesare la scelta ai figli, 2. non vuole che i figli stiano in mezzo agli extracomunitari durante le ore alternative (giuro, sentita di persona) non se ne uscire0 mai.

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