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Un commento al magazine Su Bandu

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Attenzione! A giugno uscirà il settimo numero di Su Bandu, il magazine del Disterru. Il n.6 ha avuto una particolare diffusione ed abbiamo ricevuto diversi feedback. Augurando al prossimo numero in uscita un sempre crescente successo, diamo spazio a Salvatore Panu, un disterrato nostro lettore che ha voluto condividere ciò che un articolo dedicato ad Antonio Simon Mossa gli ha ispirato.

 

Vi ringrazio per la ricostruzione storica disegnata attorno alla figura umana di Antonio Simon Mossa. Mi sento molto vicino alla sensibilità del poeta Francesco Masala e aggiungerei che dovremmo riprendere il discorso gramsciano sulla egemonia culturale e sull’ignoranza imperante, perché credo che buona parte del neocolonialismo oggi passa anche attraverso i mezzi di comunicazione e la scuola. Metterei in evidenza le grosse responsabilità storiche del PCI e dei Sindacati Nazionali in Sardegna, che in quegli anni accettarono, in nome del progresso, le forme di industrializzazione che hanno inquinato l’isola sul piano naturalistico e gli isolani sul piano culturale, che oggi si ritrovano a difendere posti di lavoro inquinanti senza alcuna capacità di autodeterminarsi e di autogovernare le proprie scelte locali in altre direzioni. Personalmente, sento il bisogno di Autodeterminazione, Autogoverno Locale, Autogestione dei Beni Comuni, Solidarietà TransNazionale con gruppi di esperienze affini che insorgono con una consapevolezza planetaria. Le parole Etnia, Etnico, Nazionale, Patria, Identità, Sangue, Razza sono state troppo spesso strumentalizzate a fini coloniali e oggi ci sono le Guerre Etniche: conierei con una sorta di neologismo il termine Matria e direi che la mia Matria è il mondo intero.

Saludos

Salvatore Panu

La risposta del Disterru nelle parole di Franco Arba

 

Ciao Salvatore,

come puoi vedere dal ns sito e anche dal nostro manifesto (http://progres.net/manifesto/#.UWJHVJOBpdU) la parola patria non compare mai nei ns discorsi. La parola nazione sì, perché non c’è Stato senza una nazione.

Noi, pur con mille difficoltà, cerchiamo di portare avanti le lotte di cui tu hai parlato e tante altre ancora, in modo pacifico e civile, sempre attenti a quello che ci succede intorno, studiandolo e approfondendo per evitare di farci trovare impreparati. Abbiamo sempre bisogno di persone nuove che possano esprimere l’amore per la propria terra, anche a distanza come facciamo noi del Disterru di ProgReS Progetu Republica.

Perché è sempre tempo di agire.

Ciao

Franco

 

 

 

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