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Trasporti interni in Sardegna: strane commistioni tra pubblico e privato

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Quando si parla di trasporti in Sardegna, si pensa immediatamente a quelli tra l'Isola e l'Italia, oppure tra la Sardegna ed il resto dell'Europa. Seguendo le notizie quotidiane, anche noi in ProgReS stiamo sollevando il dibattito ed offrendo le nostre proposte. In Disterru riteniamo anche però di dover tenere in considerazione le condizioni dei trasporti interni, ed avere cosi un quadro maggiormente completo dell'intero sistema Trasporti nel 2012 in Sardegna.

Consideriamo la rete ferroviaria. Sappiamo come questa sia arretrata. L'arretratezza e inadeguatezza della rete ferroviaria non è un risultato del destino, ma della mancanza di investimenti da parte del governo italiano. Tramite Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia, il governo italiano controlla le tratte ferroviarie principali della Sardegna. Giustamente o meno, lo stato italiano tutela in primo luogo gli interessi italiani, che difficilmente combaciano con gli interessi della Sardegna. Ai nostri giorni, la situazione è ancora di svantaggio, perchè gli investimenti dello stato italiano nelle infrastrutture sarde in generale sono stati pochi ed insufficienti a colmare anche quell'iniziale svantaggio. Certo le infrastrutture ferroviarie non sono un'eccezione. In una situazione di crisi, con inevitabili tagli alla spesa, la Sardegna sarà destinata a subire ulteriori riduzioni di servizi, come la notizia della soppressione dell'importante collegamento tra Sassari e Porto Torres.

 

In mancanza di una linea ferroviaria capillare, efficiente e moderna, l'unica alternativa per collegare i sardi rimane il pullman. In questo settore, all'azienda regionale ARST si affiancano spesso società private (Dedoni, Baire, Deplano, Asara, Turmo Travel, Logudoro Tour) che dovrebbero sopperire a determinate lacune del servizio pubblico. Per sopperire a queste lacune, almeno sulla carta, questi privati prendono comunque finanziamenti pubblici.

Il fatto che un sistema misto pubblico/privato (pur con la particolarità del finanziamento pubblico al privato) non riesca a fare/creare un sistema efficiente richiama quello che in economia si chiama “market failure”, ovvero fallimento del mercato.

In certi settori come i trasporti, i meccanismi del mercato da soli non incentivano chi fornisce il servizio a investire nelle infrastrutture affinchè queste garantiscano un migliore servizio. Generalmente, certo, l'investimento nelle infrastrutture viene visto dai privati come una spesa che non porta vantaggi economici nel breve termine. Il risultato è un servizio inefficiente e costoso: un esempio di market failure è per certi versi riscontrabile in quello che è avvenuto in Inghilterra con la privatizzazione delle linee ferroviarie. La privatizzazione ha determinato una mancanza di modernizzazione delle linee ferroviarie stesse, particolarmente in quelle “periferiche”, con il risultato di costi tra i più alti in Europa ma treni non all'altezza degli standard di paesi come Francia e Germania.

Noi di ProgReS Progètu Repùblica non siamo tra quelli a cui piace solo lamentarsi, perciò stiamo lavorando e studiando possibili soluzioni per la situazione dei trasporti in Sardegna, intendendo con questo non solo trasporti Sardegna-resto dell'Europa, ma anche trasporti interni all'Isola stessa.

Siamo convinti che già nell'attuale assetto, l'azienda regionale di trasporti potrebbe fare molto di più. I trasporti interni sono del resto una questione che influenza diversi settori, non solo il turismo (che ovviamente viene danneggiato se un turista non ha altre alternative che starsene nel suo villaggio-vacanza o deve noleggiarsi un'auto con i costi di carburante, assicurazione, ecc. annessi). La gestione dei trasporti interni interessano tanti altri settori, in quanto la possibilità di spostarsi all'interno della Sardegna implica una serie di relazioni tra sardi che lavorano e producono.

E le condizioni in cui versano oggi ci dimostrano per bene la distanza tra la pubblica amministrazione, la politica ed i bisogni essenziali dei cittadini.

 

 

 

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