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Ai WeiWei: attivista politico & artista geniale

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È uscito nel gennaio 2012 il film-documentario di Alison Klayman sull'artista cinese Ai WeiWei. Intitolato “Ai WeiWei- Never sorry”, continua a riscuotere successi internazionali presso tutti i festival e le premiazioni ai quali viene presentato. Le qualitá visive ed espressive dell'opera avvolgono lo spettatore, non permettendo in nessun momento che l'attenzione si sposti al di lá del soggetto.

A 55 anni, Ai WeiWei é un artista riconosciuto internazionalmente per la genialitá delle sue opere. In realtá, il film sembra non confermare questo, perché osserviamo una numerosa massa di aiutanti artigiani e scalpellini montare e rifininire i capolavori, in legno o cemento, mentre sembrerebbe che l'artista disdegni quasi di metterci mano. Uno dei suoi aiutanti afferma: “siamo come assassini reclutati da WeiWei, lui ci offre la sua idea ed i soldi e noi non ci fermiamo finché quell'opera non é terminata secondo i suoi voleri”. Apparirebbero perció lavori “di gruppo” capolavori come “Grapes”, il “Birds nest”, l'immenso e ricchissimo raccolto di “Sunflower seeds” in ceramica, esposti (e calpestati!) al Tate Modern di Londra nel Turbine Hall nel 2010 e comprati in blocco dal museo nel maggio di quest'anno. La precisazione sull'origine plurale delle opere di Ai WeiWei non ne diminuisce il valore e la qualitá brillante e controversa. Egli da sempre si misura fino a masterizzarle differenti forme e modalitá espressive; attraverso tutti i media che sceglie di usare, Ai WeiWei imprime ed esporta il suo messaggio politico: no all'oppressione del regime governativo cinese, si alla libera circolazione delle informazioni e delle idee. La sua fotografia piu' famosa lo ritrae nel consapevole atto di gettare a terra un'urna della dinastia Han, nel 1995. Disperato richiamo tutto compreso nella tremenda futilitá di un gesto.

 

Da quel momento il governo cinese lo tiene sotto sorveglianza. Il documentario mostra (e dimostra) l'accanimento delle autoritá contro WeiWei. Al crescere della popolaritá dell'artista, aumentano le minaccie ed i maltrattamenti. Arrestato sotto false accuse, é scomparso per 6 mesi dal gennaio 2011. Ció non ha impedito ad un minuscolo gruppo di collaboratori di seguirlo prima e continuare poi a lavorare presso le macerie delle scuole della zona di Sichuan, crollate a causa del terremoto del 2008. Intervistando parenti e sopravvissuti, sono riusciti a raccogliere i nomi degli alunni rimasti uccisi, che il governo voleva tener segreti e minimizzare perché complice della strage. Nel 2012, per ricordare le giovanissime vittime del terremoto, Ai WeiWei ha chiesto la collaborazione dei suoi seguaci. Con disinvolto coraggio, i quasi 5000 nomi dei bambini rimasi uccisi, rinvenuti tra mille pericoli, censure e bullismi, sono stati pronunciati da volontari e raccolti in un gigantesco audiofile online. Anche questa é un'opera di gruppo e perció non puó portare la firma di Ai WeiWei?

 

Spingiamo anche questa insignificante domanda retorica ai quattro angoli del globo, permettiamo al grande cuore dell'attivista Ai WeiWei di raccogliere messaggi di libertá ed al genio clownistico dell'artista Ai WeiWei di ricordarci attraverso la bruciante espressivitá delle sue opere di vegliare sulla immensa fortuna dell'occidente democratico di poterne usufruire, capirne il senso e condividerne il messaggio.

 

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