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I sardi sono capaci di amare

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I sardi sono capaci di amare

Coscienza e futuro di una nazione

di Franciscu Sedda

 

POLITICA

 

Kita editore

Numero pagine: 224

Cagliari 2010

     

Come un individuo o una collettività definiscono il senso dell´appartenenza e della libertà, come costruiscono la propria identificazione culturale e il senso di ciò che è giusto?
Come regolano la propria vita e la distribuzione delle opportunità e delle risorse materiali e immateriali?
Come danno forma all´immaginazione del futuro?
Si tratta di questioni globali, che riguardano ciascun individuo e ciascuna collettività, e che in questo libro vengono messe alla prova della storia di un popolo, i sardi, che di questa opera sono soltanto i primi, benché i più importanti, destinatari.
Questo libro dunque prima ancora che un manifesto politico rivolto ai sardi si presenta come un saggio poetico, un viaggio intimo, toccante, esistenziale che l´autore compie in forma solitaria, scavando negli incredibili, recenti, traumi storici che hanno prodotto l´odierna coscienza infelice, risentita, contraddittoria dei sardi. Un viaggio iniziato molti anni fa che l´autore propone al lettore disposto ad affiancarlo in un percorso che mette in questione falsi miti, cupi stereotipi, comodi luoghi comuni. Come la strana idea di sentirsi orgogliosamente "regionalmente" sardi e al contempo fortissimamente "nazionalmente" italiani, italiani "specifici" o addirittura "speciali".
Perchè, si chiede Sedda, non considerarsi piuttosto semplicemente e normalmente sardi, esseri umani sardi?
Se questa domanda può sorgere è perchè l´autore si pone in una inaudita posizione indipendentista. Una posizione in cui l´essere indipendentista, al contrario di quanto normalmente si crede, più che essere un punto d´arrivo o di partenza, si rivelerà come uno spazio-limite: luogo di una inesausta tensione all´avventura e alla ricerca esistenziale e politica, alla traduzione del mondo e all´invenzione di sé.
La stessa idea di "indipendentismo" verrà durante il percorso riempita di significati nuovi e accezioni inattese fino ad apparire antitetica ai più scontati e immediati rimandi a idee di violenza, nazionalismo, rivendicazionismo. Fino a dar vita a ossimori solo apparenti, come il progetto e la sfida di un indipendentismo non nazionalista. Fino a mettere l´indipendentismo moderno sotto l´egida dell´idea stessa di amore. Un amore "sociale", improntato al bene della collettività, che rispunta incredibilmente da uno dei testi fondanti della cultura sarda e che oggi deve farsi amore per  il benessere di tutti e di ciascuno, cura di sé e dell´umano, spinta al dialogo, alla conoscenza, all´apertura.
Ma prima di arrivare a ciò, come detto, bisognerà affrontare un catartico ´viaggio agli inferi´. Solo con il confronto con alcune delle figure e dei momenti cruciali della Sardegna moderna, si aprirà la possibilità di una nuova coscienza nazionale e democratica dei sardi. Solo lasciandosi fantasmi e paure alle spalle si aprirà la possibilità di una nuova identità da immaginare e tradurre in pratica; da porre davanti a noi, nella speranza del futuro piuttosto che nella nostalgia del passato.
Perché se la traduzione è tessitura di somiglianze e differenze, di passato e presente, di ciò che è proprio e ciò che è altrui, ciò che può essere tessuto con questi fili finalmente liberi è una possibilità ritrovata: la possibilità di un divenire diverso, un ´diventare sardi´ che è movimento di inclusione e apertura; slancio verso l´indeterminato, investimento su una creatività da mettere all´opera, ma partendo da una ritrovata coscienza nazionale e da una meta condivisa: una Repubblica sarda, per quanto lungo e tutto da inventare possa essere il cammino che vi condurrà.
L´autore volge dunque interamente la sua opera alla vita, al rispetto, all´amore per se stessi e per gli altri. Con parole, versi e pensieri appassionati per la sua terra, il suo popolo, per la Repubblica di Sardegna.



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